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Gli articoli pubblicati in questo blog sono di Ilaria Ricciardi, giornalista pubblicista corrispondente a Roma per l'agenzia di stampa nazionale Italpress, collaboratrice de "La Gazzetta dello Sport", del bimensile freepress "M4S - Made for Sport", del web-magazine della Giuffrè Editore "Il Diritto di tutti" ed addetta stampa del gruppo musicale Baraonna (www.baraonna.it). In passato collaboratrice del quotidiano Tuttosport e del mensile per ragazzi Y-18(Young 18). I temi trattati sono vari:sport, attualità, lavoro, economia, cultura, musica ecc. ecc. "Benvenuti! Gli articoli che troverete in questo sito sono stati precedentemente pubblicati dalle agenzie o dai giornali per cui lavoro. Troverete anche semplici riflessioni. Buona navigazione e ... comunicare significa interagire, per questo VI INVITO A SCRIVERE critiche e suggerimenti nell'apposito spazio "COMMENTI" posto alla fine di ogni articolo. Ilaria Ricciardi. N.B.: I TESTI DI SEGUITO RIPORTATI SONO TUTTI SUCCESSIVI LA DIVULGAZIONE. NE E' VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE SE NON PREVIA AUTORIZZAZIONE. La data di pubblicazione del pezzo da parte dell'agenzia è riportata prima del titolo. Grazie. Per comunicare direttamente con me scrivimi nello spazio "commenti": risponderò appena possibile.

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sabato, novembre 22, 2003
 

18 NOVEMBRE 2003: L’ITALIA SI FERMA PER I FUNERALI DI STATO.

Tutta l’Italia si è stretta oggi intorno ai suoi ragazzi che hanno dato la vita per riportare la pace in Iraq e lo ha fatto seguendoli da vicino, costantemente, senza sosta, a cominciare dal rientro delle salme nel nostro Paese. Dopo l’incessante fiume di gente passato per l’Altare della Patria a rendere omaggio ai 19 caduti, migliaia di cittadini si sono riversati in strada già alle prime luci dell’alba, lungo il percorso seguito dal corteo, per dare loro un ultimo saluto.

I feretri avvolti nel tricolore, usciti dal Vittoriano, sono stati trasportati in coppia su dei carri militari scortati ognuno da due Corazzieri a cavallo.

Lungo tutta la via Ostiense migliaia di persone hanno espresso il loro dolore: tantissimi affacciati alle finestre dei palazzi hanno mostrato la bandiera italiana, centinaia lungo la strada hanno applaudito al passaggio del corteo, gente in lacrime ha gettato fiori, un uomo addirittura si è inginocchiato ed uno ha cantato l’inno di Mameli. Ognuno insomma, a modo suo, ha voluto salutare per l’ultima volta e rendere omaggio a quanti, partiti per una missione di pace, sono tornati come caduti di guerra.

La Basilica di San Paolo fuori le mura, all’arrivo dei feretri, era già colma. Sono stati disposti circa 4.000 posti a sedere all’interno, ma considerando anche quanti sono rimasti in piedi per ascoltare la celebrazione si saranno raggiunti certamente gli 8.000 partecipanti. Chi non è riuscito ad entrare ha potuto seguire tutto dal piazzale antistante la facciata della Basilica, opportunamente attrezzato con maxi schermi.

Fra le centinaia di divise di tutte le forze armate partecipanti, vicino ad uno degli ingressi sul fondo della Basilica si sono posizionati i compagni dei carabinieri caduti. A "tradire" la loro appartenenza al gruppo tornato domenica sera da Nassirya sono i loro volti sconvolti, gli occhi colmi di lacrime e la divisa: non la classica uniforme di ordinanza, ma una sorta di speciale "tuta" nera con la scritta CARABINIERI tradotta anche in arabo.

La cerimonia è terminata alle 12:55 ed i feretri sono stati portati fuori fra gli applausi e le lacrime.

All’esterno, il Tenente Colonnello dei CC Gino Micale, comandante del battaglione MSU a Nassirya, è riuscito a dire qualche parola: "Sono momenti durissimi…ciò che abbiamo visto negli attimi successivi all’attentato è uno spettacolo che non si può augurare a nessuno. Queste missioni sono momenti di coesione fortissima, che cementano i rapporti in maniera unica, per questo ho in me dei ricordi bellissimi di quei ragazzi. I Carabinieri in modo particolare hanno due secoli di storia alle loro spalle e questo atto di terrorismo non ci intimidirà. Io sono stato fortunato, perché al momento dell’attentato ero fuori per un servizio particolare, sono arrivato dopo pochi minuti ed ho assistito ad una scena di devastazione totale. Il livello si sicurezza è sempre un compromesso fra il livello di protezione e quello di mobilità. Non ci aspettavamo di essere colpiti in un modo così duro, ci aspettavamo magari un atto capace di far male ma di natura più simbolica, come per esempio un colpo di mortaio. Contro questo tipo di minaccia eravamo pronti ed organizzati, ma un attentato di queste proporzioni non ce lo spettavamo, soprattutto perché oltre il 90% della popolazione ci aveva accolto con entusiasmo, anche mantenendo la loro voglia di autodeterminarsi".

I feretri verranno portati alla Cecchignola, da dove poi torneranno alle proprie città di origine.

Per l’Italia, gli italiani e soprattutto le famiglie dei caduti si chiude dunque il giorno più lungo: questo è stato il nostro 11 settembre.

postato da ilariaricciardi | 20:21 | commenti


giovedì, novembre 13, 2003
 
 S.W.A.T. – SQUADRA SPECIALE ANTICRIMINE 

Sarà nelle sale italiane a partire dal prossimo 28 novembre 2003 e distribuito in 320 copie il nuovo action-movie americano "S.W.A.T. – Squadra speciale anticrimine". Protagonisti principali Samuel L.Jackson (Pulp Fiction; Star Wars II; Jackie Brown; Die Hard) e Colin Farrell (Minority Report; Daredevil). Fanno parte del cast anche Michelle Rodriguez (Girlfight e Fast and Furious); il rapper LL Cool J; Brian Van Holth (Confidence e Basic); Jeremy Renner; Josh Charles e Olivier Martinez (L’ussaro sul tetto).

La trama: Jim Street (Colin Farrell) fa parte dell’unità speciale S.W.A.T. ma viene cacciato per colpa di una decisione sbagliata presa dal collega Brian Gamble (Renner) durante un’azione contro dei rapinatori che avevano preso diversi ostaggi. Mentre Gamble abbandona disgustato il corpo di polizia, Street accetta di essere degradato con la speranza, un giorno, di potersi riscattare.

L’opportunità tanto attesa si presenta quando il comandante Dan "Hondo" Harrelson (Jackson) gli propone di entrare in una nuova squadra SWAT formata da cinque elementi di prim’ordine. Dopo settimane di duro allenamento, la nuova unità SWAT viene chiamata all’azione: un noto boss della droga Alex Montel (Martinez) ha offerto 100 milioni di dollari in ricompensa a chiunque riesca a liberarlo dal carcere. Mentre il boss viene scortato fuori da Los Angeles per essere affidato ai federali, gli agenti di polizia vengono inseguiti da una banda di mercenari spietati ed armati fino ai denti in cui – fra l’altro – c’è anche Gamble ex collega di Street.

"Era importante per noi dare una rappresentazione il più possibile vicino alla realtà" ha spiegato Samuel L.Jackson durante la conferenza stampa tenutasi oggi a Roma – per questo abbiamo avuto la supervisione tecnica di Randy Walker, veterano del dipartimento di polizia di Los Angeles che ha operato per sedici anni negli SWAT e ci siamo dovuti allenare in un vero campo di addestramento SWAT per due settimane, con armi e pallottole vere. La gente vede gli SWAT come "cecchini" che arrivano solo per sparare ed uccidere, ma non è così anzi, è l’opposto: sono addestrati per salvare vite umane, anche quelle dei malviventi. Ho sempre fatto questo tipo di film, i film d’azione mi sono sempre piaciuti fin da piccolo" prosegue Jackson "in fondo da bambini si gioca spesso a guardie e ladri no? L’avventura, l’azione e la violenza sono elementi da sempre presenti ad Hollywood, perché danno adrenalina. Dopo l’11 settembre magari sono cambiate un po’ le storie proposte, ma l’azione non manca mai. Io non programmo mai nulla: scelgo i ruoli così come arrivano, non decido prima a tavolino che tipo di personaggio vorrò interpretare nel prossimo film. Certo mi piacerebbe fare un ruolo che non mai fatto prima: un western vecchia maniera, però sto diventando "bravino" anche nelle commedie romantiche. Comunque questi film d’azione vanno presi per quello che sono: la gente spesso vuole a tutti i costi attribuire significati o profondità a film che assolutamente ne non hanno e che non pretendono di avere. Ci sono film che vogliono semplicemente intrattenere e divertire ed a volte, anche io, accetto un ruolo solo perché è divertente farlo: come questo in SWAT, in cui sono pagato per sparare e correre in macchina… nulla di più". Lei ha tanta esperienza teatrale alle spalle, non le manca un po’ il teatro? "Ora no, in passato sì. Ma ora vado a cercarmi personaggi o sceneggiature in cui posso mettere della teatralità". Cosa pensa dei rapper attori? E’ una nuova moda? "Alcuni di loro hanno esperienze di attori nel loro passato, ma poi si sono concentrati di più sulla musica. Altri invece vengono solo presi dai produttori e "buttati" dentro un film per fruttare la loro popolarità e prendere così più pubblico. Io oggi posso permettermi di scegliere di non lavorare con loro…". Nel nuovo film di Quentin Tarantino lei non ha avuto un ruolo da protagonista, come è oggi il suo rapporto con lui? "Abbiamo un rapporto particolare: so che con lui ci sarà sempre un posto – piccolo o grande che sia – per me".

Negli USA "SWAT" ha incassato circa 150 milioni di dollari.

postato da ilariaricciardi | 18:17 | commenti


lunedì, novembre 10, 2003
 
 "STA’ ZITTO…NON ROMPERE" : INTERVISTA AL REGISTA FRANCIS VEBER ED AGLI ATTORI JEAN RENO E GERARD DEPARDIEU.

Sarà nelle sale a partire dal prossimo 14 novembre 2003 e distribuito in 160 copie il nuovo film di Francis Veber: "Sta zitto…non rompere" interpretato da Jean Reno e Gérard Depardieu.

La trama: Ruby (Jean Reno) ha in testa una sola idea, vendicarsi dell’uomo che ha ucciso la donna che lui amava. Quentin invece (Gérard Depardieu) ha in testa solo pochi "neuroni". Le strade dei due uomini si incrociano nella cella di una prigione da cui riusciranno ad evadere in modo rocambolesco. Una volta usciti, l’unico scopo di Ruby sarà uccidere il perfido Vogel, ma l’ingombrante e goffo Quentin non gli renderà le cose facili…

Come è stato lavorare con Depardieu dopo tanti anni dal vostro primo film insieme "La capra" ?

Francis Veber: "E’ vero, ho lavorato con Gérard la prima volta ben 21 anni fa, ma in questi anni abbiamo fatto 5 film insieme. C’è un rapporto di stima e fiducia, è un piacere lavorare con lui".

Sig. Depardieu, a questo punto della sua carriera preferisce fare ruoli comici o drammatici?

Preferisco far ridere, ma anche far piangere non mi dispiace se il copione ed il film sono belli. Credo comunque che l’importante sia non tentare di copiare gli americani: dobbiamo ritrovare la nostra cultura ed identità e questo lo dico sia per il cinema italiano che per quello francese.

Come era l’atmosfera sul set?

Francis Veber: "A dire il vero, abbiamo girato delle scene in un vero ospedale psichiatrico e temevo non facessero più uscire Gérard!"

Come è stato lavorare con Veber? Cosa cercate dal personaggio che interpretate?

J. Reno: "Io avevo già lavorato con Francis, c’è intesa fra di noi. Quando recito cerco di scavare dentro di me e di comunicare. Cerco di definirmi meglio ed essere migliore anche nei confronti degli altri".

G. Depardieu: "Francis usa la cattiveria per far ridere e fa le commedie "su misura", per questo quando lavoro con lui non cerco nulla, cerco solo di fare al meglio il mio lavoro. Di Jean Reno posso dire che non è solo un attore: è prima di tutto una persona e non cerca la competizione sul set, ma mette il film prima di tutto".

F. Veber: "Io veramente non ho l’impressione di avere un senso della cattiveria così marcato. Le mie sono sempre storie d’amicizia. Non sono molto romantico e non mi piacciono le storie d’amore, preferisco l’amicizia. I miei protagonisti iniziano spesso con un rapporto tipo "cane e gatto" per poi avvicinarsi man mano che il film va avanti".

G. Depardieu: "Il mio personaggio è un Obelix senza testa, ma con un cuore immenso. Mi piace fare personaggi interessanti e riscontrabili nella vita di tutti".

Ma lei Depardieu è il tipo di attore che cambia alcune battute o no?

"Non ho mai cambiato neanche una battuta di una sceneggiatura, anche se vedo che c’è un errore. Con Veber poi va rispettata anche una virgola, perché ha messo tre anni per questo lavoro. Come non cambierei mai neanche una battuta di Scola".

Sig. Depardieu in questo film lei appare molto dimagrito…

"Dopo i cinque by-pass ero caduto in depressione, ma ad un certo punto mi sono detto: basta mangiare così! Anche se poi non ho bisogno di essere troppo magro…fa troppo attore americano! A me purtroppo piace assaggiare tutto e da voi qui, in tutta Italia, è tutto troppo buono! Mi piace troppo bere e mangiare…".

Il costo del film è stato di 27 milioni di euro. In Francia si candida ad essere uno dei film più visti della stagione: circa 2 milioni di presenze nei primi 20 giorni di programmazione.

postato da ilariaricciardi | 20:24 | commenti


giovedì, novembre 06, 2003
 

 

 

RAI: PRESENTATA LA SESTA EDIZIONE DELLA GIORNATA PER LA RICERCA SUL CANCRO.    

Sarà il prossimo 9 novembre la sesta giornata della ricerca sul cancro promossa dall’AIRC. Come per le passate edizioni, la RAI aiuterà l’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro a reperire fondi e donazioni, ma quest’anno l’appuntamento sarà "ampliato": non più un solo giorno, ma una intera settimana (9-16 novembre 2003) di eventi, programmi, manifestazioni.

Si inizierà dunque domenica 9 novembre con la Giornata Ufficiale al Quirinale alle 10:30 : il Presidente della Repubblica, alla presenza delle massime cariche dello Stato, riceverà l’AIRC ed i suoi sostenitori. Interverranno il Presidente dell’AIRC Alfio Noto, il Prof. Umberto Veronesi, il Ministro della Salute Sirchia ed il filosofo Galimberti. La giornata proseguirà poi con "Un Goal per la Ricerca": l’iniziativa - promossa da Lega Calcio e TIM – riguarderà tutti i calciatori di serie A e B. La Lega Calcio destinerà all’AIRC un contributo per ogni gol segnato. "Quelli che il calcio…" , "Tutto il calcio Minuto per Minuto" e "La domenica sportiva" seguiranno gli eventi sui campi e daranno il via alla raccolta fondi tramite SMS. TIM attiverà il numero 44 6 44 fino al 22 novembre: ogni SMS inviato a questo numero donerà 1 euro alla ricerca. Questi i testimonial: Alessandro Del Piero, Paolo Maldini, Vincenzo Montella, Bobo Vieri e Pierluigi Collina. Anche Vodafone si è unito all’iniziativa mettendo a disposizione il numero 42949. Domenica 16 novembre la raccolta fondi partirà alle ore 7 del mattino con IN FAMIGLIA su RaiDue per proseguire poi su RaiUno nel corso di DOMENICA IN e concludersi in prima serata su RaiTre con una puntata speciale di ELISIR, che inaugurerà così il nuovo ciclo di trasmissioni.

Il Presidente della RAI Lucia Annunziata a presentato l’iniziativa: "In questa sala, in RAI, si fanno molte conferenze a cui spesso devo essere presente, ma in questo caso ho un ruolo molto più appassionato per l’antica amicizia con l’AIRC. Per noi, come RAI, è un appuntamento tradizionale ma che sta volta si "espande" fino a coprire una intera settimana. Possiamo considerarla "una medaglia" fra le tante della RAI, che può dedicarsi a certe iniziative perché è un servizio pubblico. Credo alla TV di Stato come luogo di alfabetizzazione di massa in merito alla scienza. L’Italia ha enormi carenze in questo campo e proprio per dare un impulso in questo senso la RAI ha chiesto al Prof. Veronesi – che per la verità non ha ancora detto sì – di diventare un "traghettatore" nel mondo della scienza. Pensiamo a 5 – 6 puntate o anche di più se ce ne sarà bisogno".

Ha proseguito il Prof. Veronesi: "Ormai conosciamo moltissimo della trasformazione tumorale, si può dire che siamo "condannati" a sconfiggere il cancro. Abbiamo fatto anche enormi passi avanti nella diagnostica precoce dei tumori polmonari, che hanno creato sempre più difficoltà rispetto ad altri. Quest’anno la Giornata Nazionale sarà incentrata sul linguaggio della ricerca: la conoscenza scientifica sarà la discriminante del futuro per lo sviluppo dei Paesi".

Per Tiberio Timperi: "Quella contro il cancro è forse l’unica guerra santa e giusta che si possa fare. E’ un modo per onorare chi non c’è più e un dovere civico. Il nostro slogan quest’anno è "La RAI dà voce alla Ricerca" ed io aggiungo: la ricerca siamo tutti noi".

Conclude Alfio Noto, Presidente dell’AIRC: "Negli ultimi sei anni abbiamo speso 238 milioni di euro per la ricerca. Questa cifra fa dell’AIRC uno dei principali motori della ricerca scientifica in Italia, coprendo il 40% della spesa annua in questo settore".

Si potrà contribuire alla raccolta fondi donando anche tramite CartaSì al numero verde 800 11 33 77 o giocando una speciale schedina SuperEnalotto.

 

postato da ilariaricciardi | 15:42 | commenti
 

 ANTEPRIMA "PRIMA DAMMI UN BACIO" DI AMBROGIO LO GIUDICE.

Si può vivere senza passione? E’ questa la domanda che i protagonisti del film "Prima dammi un bacio" si pongono durante tutta la loro vita, perché – loro malgrado – sono costretti a vivere lontani dalla persona amata.

Adele (Stefania Rocca) e Marcello (Marco Cocci) sono segnati dal destino fin dalla nascita: vengono infatti alla luce il 16 aprile 1927, nello stesso istante, partoriti dalle loro madri a pochi centimetri di distanza. Dal quel momento vivono in simbiosi, fino a farsi sposare – ancora piccoli – da Loris (Luca Zingaretti) un chierichetto di qualche anno più grande. Crescendo però vengono divisi dagli eventi e dalla guerra, ma nessuno dei due smetterà mai di pensare all’altro e continueranno a cercarsi, anche grazie all’aiuto dell’amico Loris.

Cosa vi ha intrigato di questa storia?

Ambrogio Lo Giudice: "La base di partenza è la domanda che ci poniamo tutti, fin da bambini: cosa è l’amore? Cosa vogliamo e cerchiamo dalla persona che amiamo? Questo film è una risposta, una delle possibile risposte".

Luca Zingaretti: "Ho visto la sceneggiatura e me ne sono innamorato. Sono stato conquistato dalla storia semplice, in fondo l’amore c’è o non c’è. E’ difficile parlare d’amore senza cadere in luoghi comuni ma Ambrogio c’è riuscito. Per me è un film commovente e che fa stare bene".

Stefania Rocca: "Mi ha intrigato il fatto che il film parla d’amore ma i due personaggi non stanno quasi mai insieme. Mi piace questo percorso separato ed il destino che cambia, anche per merito loro".

Marco Cocci: "Mi è servito ad uscire dai soliti personaggi che ho interpretato fino ad oggi".

Per Lucio Dalla, autore delle splendide musiche del film: "Mi è piaciuto così tanto da farci una canzone ed inserirla nell’album. E’ la prima volta che scrivo un testo pensando a quello che ho visto nel film. Mi sono commosso subito. Onore ad Ambrogio ed agli attori, semplicemente straordinari".

Quanto c’è di voi nei personaggi che interpretate e credete nell’anima gemella?

Stefania Rocca: "Per me nulla di autobiografico e proprio questo mi incuriosiva. Adele non decide di stare fuori dalle passioni, vi è in qualche modo costretta, non è una fredda, è fra due fuochi: la passione e la religione. Io credo all’anima gemella, ma penso anche che deve essere il momento giusto per entrambe quando ci si incontra".

Luca Zingaretti: "Penso che l’amore sia frutto di tanto lavoro e dedizione, ma penso anche che sia doveroso crederci".

Marco Cocci: "Anche io credo nell’anima gemella ma la sto ancora cercando".

Lucio Dalla: "Credo ci siano molte anime gemelle: sono molte le cose che intrigano e che, volta per volta, si "accendono". Per me l’amore per essere grande deve finire".

Lo Giudice può spiegare come ha scelto gli attori?

"Marco l’ho scelto dopo molti provini perché mi ha colpito la sua naturalezza nel recitare. Di Stefania, oltre ad essere bravissima, mi piaceva la fisicità: il fatto di poterle far interpretare una ragazza di vent’anni e poi una donna sui trenta. In Luca ho intravisto una dolcezza interiore "coperta" dai ruoli che fa normalmente".

I vostri progetti futuri?

Luca Zingaretti: "Sto facendo a Palermo un film su Don Puglisi e le riprese dureranno fino a Dicembre. Per Falcone non so ancora nulla, credo che il progetto stia andando avanti, forse una fiction. Per il resto sto vagliando altre proposte".

Stefania Rocca: "Fino a novembre sono impegnata sul set del nuovo film di Verdone e poi c’è quello di Argento, ma penso anche al teatro".

Marco Cocci: "Sto girando il film di Renato De Maria".

postato da ilariaricciardi | 15:32 | commenti