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about Gli articoli pubblicati in questo blog sono di Ilaria Ricciardi, giornalista pubblicista corrispondente a Roma per l'agenzia di stampa nazionale Italpress, collaboratrice de "La Gazzetta dello Sport", del bimensile freepress "M4S - Made for Sport", del web-magazine della Giuffrè Editore "Il Diritto di tutti" ed addetta stampa del gruppo musicale Baraonna (www.baraonna.it). In passato collaboratrice del quotidiano Tuttosport e del mensile per ragazzi Y-18(Young 18). I temi trattati sono vari:sport, attualità, lavoro, economia, cultura, musica ecc. ecc. "Benvenuti! Gli articoli che troverete in questo sito sono stati precedentemente pubblicati dalle agenzie o dai giornali per cui lavoro. Troverete anche semplici riflessioni. Buona navigazione e ... comunicare significa interagire, per questo VI INVITO A SCRIVERE critiche e suggerimenti nell'apposito spazio "COMMENTI" posto alla fine di ogni articolo. Ilaria Ricciardi. N.B.: I TESTI DI SEGUITO RIPORTATI SONO TUTTI SUCCESSIVI LA DIVULGAZIONE. NE E' VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE SE NON PREVIA AUTORIZZAZIONE. La data di pubblicazione del pezzo da parte dell'agenzia è riportata prima del titolo. Grazie. Per comunicare direttamente con me scrivimi nello spazio "commenti": risponderò appena possibile. ANDATE A VISITARE...
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mercoledì, marzo 26, 2003
ACCORDO FRA POSTE ITALIANE E MIT "Dalle code al click": così il Ministro Lucio Stanca ha riassunto il significato della firma del protocollo d’intesa fra il MIT (Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie) e le Poste Italiane. "E’ più che altro la formalizzazione di una collaborazione che è già in atto" - ha proseguito il Ministro - "Ad oggi, poco meno del 50% delle famiglie italiane possiede un computer e solo un terzo ha l’accesso alla Rete. Per questo motivo, grazie a questo accordo, i 14.000 uffici postali presenti in tutta Italia diventeranno punti di accesso ad Internet, dai quali accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione. In sostanza questo consentirà anche lo sviluppo e la diffusione di una serie di nuovi documenti elettronici, necessari per accedere ai servizi on-line, come la carta d’identità elettronica e la carta nazionale dei servizi, oltre che la firma digitale, indispensabile per dare validità ad alcuni documenti. E’ in via di approvazione anche il regolamento "PC ai giovani": tutti coloro che compiranno 16 anni nel 2003 potranno usufruire di un bonus di 175,00 euro per l’acquisto di un computer e l’acquisizione della patente europea informatica a titolo gratuito. I ragazzi interessati riceveranno fra aprile e maggio una lettera con un PIN da consegnare al rivenditore. Le Poste saranno poi utilizzate per dare il rimborso al rivenditore che ha aderito all’iniziativa". Per quanto riguarda i nuovi documenti elettronici? "Entro quest’anno 56 comuni per un totale di un milione e mezzo di cittadini, avranno la carta di identità elettronica che consiste in un tesserino molto simile ad un bancomat o una carta di credito: ha infatti un microchip ed una banda ottica, oltre che naturalmente la foto della persona a cui appartiene. Dal 2004 verranno distribuite circa 6-7 milioni di carte l’anno, man mano che quelle tradizionali scadranno. La carta nazionale dei servizi invece non è un documento di identità fisica, ma servirà ad unificare tutta una serie di servizi - che oggi alcuni enti già hanno - in un unico documento e codice personale di accesso. Inoltre a maggio, al Forum della Pubblica Amministrazione, presenteremo le "pagine gialle" dei servizi in Rete. Per ora i servizi dipendono dai comuni, dalle provincie e dalle regioni, per cui in alcune zone è possibile effettuare per esempio dei pagamenti tramite Internet ed in altre no. Tra sessanta giorni sarà resa nota una mappa attuativa, per ora posso consigliare a tutti i cittadini di visitare il sito www.italia.gov.it che è il "portone" d’ingresso ai 3.000 siti della Pubblica Amministrazione". "Vogliamo essere utili grazie alla nostra presenza capillare sul territorio del Paese" spiega Massimo Sarmi, Amministratore Delegato Poste Italiane Spa, "soprattutto lì dove c’è più bisogno. Gli ingredienti sono di assoluta avanguardia. Tengo a ricordare che sono già circa 3 milioni i correntisti di Poste Italiane che possono usufruire del nostro canale on-line". martedì, marzo 25, 2003
lunedì, marzo 24, 2003 PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA "MARCO POLO – MICHAEL YAMASHITA". Le Edizioni White Star e National Geographic Society, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Roma, hanno presentato oggi nel cuore della capitale a Palazzo Altemps, la mostra "Marco Polo – Michael Yamashita. Un fotografo sulle tracce del passato" che sarà aperta al pubblico dal 25 marzo al 22 giugno 2003. Dedicata a Marco Polo, la mostra propone l’itinerario compiuto dal grande viaggiatore veneziano nel 1271 verso il lontano Oriente attraverso uno straordinario reportage fotografico realizzato da Michael Yamashita nel corso di tre anni, in cui ha ripercorso le strade e ricercato i luoghi descritti da Marco Polo nel suo Milione. Presenta la mostra il Presidente della White Star, Marcello Bertinetti: "L’idea è nata da questo importantissimo fotografo americano, che lavora per la National Geographic Society da più di 20 anni. Di questo incredibile viaggio, che Yamashita a ripercorso passo dopo passo seguendo quanto riportato nel Milione, sono già stati pubblicati tre articoli nel 2001 ed un libro nell’autunno del 2002, tradotto in 13 lingue e che - nei primi tre mesi - ha venduto più di 40.000 copie. E’ quindi un libro che sta facendo il giro del mondo e che ci onora, perché Marco Polo è un eroe italiano". "La National Geographic Society" prosegue Susan Welchman "ha finanziato i 3 anni di viaggio ed io stessa sono stata con Michael in Iran ed in Cina. Ho montato e selezionato le circa 40.000 foto scattate da Mike e dopo questo immenso lavoro siamo ora in grado di apprezzare il viaggio di Marco Polo e di Michael. Il successo del libro è un segno tangibile dell’interesse che Marco Polo suscita in tutto il mondo". Ma come le è venuta questa idea signor Yamashita? "Marco Polo ha sempre suscitato molto interesse in me. Mi sono documentato negli archivi della NGS ed ho scoperto che l’ultimo articolo su di lui ed il suo viaggio risaliva al 1928. In quel servizio poi non c’erano foto di prima mano ma raccolte qua e là. Così ho proposto alla NGS di ripercorrere il viaggio di Marco Polo servendomi del suo libro come guida. Devo dire che è stato un giornalista incredibile: di una precisione assoluta nei suoi racconti. Sono sicuro che se fosse vivo oggi, farebbe il fotografo per la National Geographic Society". Ma il viaggio come è andato? "Non è stato facile: ho dovuto attraversare 17 confini diversi: dall’Italia verso i Paesi Arabi e poi verso la Cina. Per passare in Iraq sono dovuto passare dalla Giordania e poi via terra, a causa della "No fly zone". Stesso discorso per l’Iran. Per andare in Afghanistan abbiamo parlato con l’Alleanza del Nord ed ho conosciuto il Capitano Massoud, felice di scortarci e di esortarci a fotografare e raccontare cosa accadeva in quel Paese al tempo dei Talebani. Il suo assassinio mi ha molto colpito. Chi avrebbe potuto immaginare, in quei giorni, che ci sarebbe poi stato l’11 settembre ed una nuova guerra? Oggi ho guardato le mie foto con uno spirito diverso: sono immagini, forse le ultime, di tanti posti e persone". Cosa l’ha colpita di più del suo passaggio nei luoghi oggi colpiti dalla guerra? "E’ stato sentirmi chiedere: tu sei il nemico?". Ha mai avuto paura in Iraq? "No, sinceramente devo dire di no, perché eravamo sempre accompagnati da una guida dello Stato. In realtà non abbiamo avuto grosse restrizioni. La guida era più che altro di protezione e per tenerci lontani da eventuali pericoli: guai a fotografare i palazzi di Saddam. Sono triste perché non so che ne è stato delle persone che ho incontrato e di ciò che ho fotografato". Michael Yamashita collabora con la National Geographic Society dal 1979. Ha fotografato i luoghi più disparati del mondo: dalla Somalia al Sudan, dall’Inghilterra all’Irlanda, dalla Nuova Guinea al New Jersey. Ha viaggiato in tutti i continenti, pubblicato diversi libri e ricevuto molti riconoscimenti professionali. AL DI FUORI DELL’ARTICOLO, UNA NOTA PERSONALE… Un consiglio sincero: per chi è a Roma ed ama questo genere di mostre, non perdetevela! Ci sono delle foto incredibili… Per maggiori informazioni: Palazzo Altemps – Piazza Sant’Apollinare 46 Roma (P.zza Navona). La mostra sarà aperta fino al 22 giugno 2003, orario continuato da martedì a domenica, dalle 9:00 alle 19:45. Lunedì chiuso. Biglietto euro 5,00. Il sito della mostra dove potrete vedere alcune delle splendide foto di cui vi ho parlato è: www.marcopolo.whitestar.it PS: E’ possibile acquistare anche il catalogo che ha all’interno decine di foto in più rispetto la mostra. Costa 24,00 euro ma li vale tutti! Non lo dico per fare della pubblicità, a me non ne viene nulla, ma credo che siano soldi spesi bene per chi ama le foto, il giornalismo ed i viaggi. Se andate a visitare la mostra fatemi sapere cosa ne pensate! mercoledì, marzo 19, 2003 RINVENUTA LA MASCHERA DI APOLLO. E’ stato presentato oggi a Roma, presso il Ministero per i beni e le attività culturali, un incredibile rinvenimento archeologico: la maschera di Apollo. L’importantissimo reperto consiste in un volto e le parti del corpo di una scultura alta almeno due metri e di un’altra figura di dimensioni minori e di modellato diverso, scolpite nell’avorio in età antica. Spiega il Comandante dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, Colonnello Ugo Zottin: "L’indagine è durata circa sei anni, nel 1998 grazie alla "soffiata" di un tombarolo, abbiamo individuato un primo acquirente: un trafficante internazionale che operava in Germania. L’operazione, denominata "Atena Partenos", ha visto lo svolgimento delle indagini partire da Roma, per poi passare in Germania, Cipro, Svizzera ed infine Londra, dove sono stati ritrovati i reperti. Allo scavatore fu promesso circa un miliardo e mezzo di vecchie lire, quanto poi questo valore si sia incrementato con i vari passaggi deve ancora essere accertato". L’attività investigativa aveva già permesso il sequestro di undicimila reperti archeologici e di uno dei capolavori della statuaria antica "l’Artemide Marciante" ora esposta a Roma, nella sede di Palazzo Massimo alle Terme. Le indagini, ad oggi, contano quaranta indagati, due mandati di cattura internazionali, cinque ordini di custodia cautelare. Il restauro è ora affidato agli esperti dell’Istituto Centrale per il Restauro, la cui Direttrice Dott.ssa Caterina Bon Valsassina espone tutto il suo stupore per l’incredibile ritrovamento: "Neanche i restauratori hanno mai visto un pezzo del genere. Per datarlo precisamente ci vorrà del tempo, non è possibile dire ora quanto, ma vi terremo informati dandovi notizie su come procederà il lavoro". Interviene il Docente di storia dell’arte greco-romana Prof. Antonio Giuliani: "Tranne la maschera il resto è tutto in avorio. Oggetti di avorio di queste dimensioni sono rarissimi. Supponiamo siano di età classica, databile intorno al IV secolo, anche se è ancora presto per dirlo, probabilmente per una datazione precisa ci vorrà qualche anno. Certo è che la stessa zanna di elefante, da cui è stata ricavata una delle figure, era lunga almeno due metri: quindi era, già di suo, un elemento eccezionale. Crediamo che tutti i frammenti – in totale, schegge comprese, sono circa un centinaio - tranne due appartengano ad una stessa figura. Quindi, per ora, riteniamo che le figure siano due". Il Dr. Giuseppe Proietti, Dir. Generale per i beni archeologici, tiene a precisare che "Coloro che hanno fatto questa scoperta sono dei criminali, non sono dei rinvenitori. Sono stati fatti degli scavi clandestini e sottratti beni che sono dello Stato Italiano, con tutte le aggravanti che gli scavi clandestini comportano: cioè uno scavo al di fuori di ogni regola, in cui i reperti sono strappati dal contesto territoriale e strutturale di appartenenza. Per fortuna c’è allo studio un pacchetto di norme per punire questi reati in modo specifico". lunedì, marzo 17, 2003
FRANCESCO TOTTI AMBASCIATORE UNICEF.
"Ho fatto questa scelta perché amo i bambini e spero di poterli aiutare": con queste parole Francesco Totti ha esordito alla conferenza stampa organizzata presso la scuola elementare "Di Donato" a Roma, davanti a tanti bambini ed a Lino Banfi, per comunicare la nomina di "Goodwill Ambassador" Unicef del fuoriclasse giallorosso. L’investitura ufficiale avverrà domenica prossima 23 Marzo 2003, sul campo dello stadio Olimpico, occasione in cui verrà consegnata a Totti (ed a Paolo Maldini a Milano) una fascia di capitano con il logo Unicef, da indossare fino al termine del campionato. La "squadra" degli ambasciatori Unicef si arricchisce quindi, dopo l’arrivo del famoso attore Lino Banfi, di altri due testimonial d’eccezione: i capitani delle squadre di calcio Roma e Milan. Il numero dieci giallorosso si è reso disponibile alle domande dei bimbi presenti in sala. Una bambina ha chiesto: "Ma cosa può fare un personaggio famoso come te per noi bambini?", la risposta di Totti è stata: "Dare l’esempio dentro e fuori il campo e cercare di sensibilizzare l’ambiente. Trovare il tempo da dedicare a questa bellissima iniziativa non sarà facile, ma ce la farò, come ce la fa da tempo il mio amico Lino Banfi qui presente, anche lui pieno di impegni di lavoro". Proprio l’attore barese prende la parola: "Noi personaggi famosi siamo un veicolo per attirare l’attenzione su problemi importanti". E se Francesco Totti, con un gol, potesse realizzare un desiderio, quale sceglierebbe? "La pace nel mondo" è stata la risposta immediata del capitano della Roma. mercoledì, marzo 12, 2003 PRESENTAZIONE DEL PROGETTO "UNA VOCE, UN MUSEO". "Già il titolo è molto evocativo": sono queste le parole di esordio del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giuliano Urbani alla presentazione del progetto "Una voce un museo", avvenuta oggi presso la sede del Ministero. Il tavolo era formato da personaggi d’eccezione: oltre al già citato On. Urbani, il maestro Andrea Bocelli, il Direttore di Rai Educational Giovanni Minoli ed il Presidente della casa discografica "Sugar" Caterina Caselli. Ma quale è il motivo della presenza del cantante Bocelli e della sua produttrice Caselli? La risposta è proprio nello spirito che ha dato vita a questa iniziativa: abbinare la musica all’arte. "Una voce, un museo" è lo slogan di una campagna pubblicitaria che illustrerà i musei italiani, valendosi appunto, della partecipazione di Andrea Bocelli e della "Sugar". "Sono già stati realizzati sei documentari" prosegue il Ministro Urbani "tutta l’idea è di Rai Educational che ha proposto al Ministero per i Beni e le Attività Culturali dei documentari sui luoghi della cultura del nostro Paese, realizzati da diversi artisti italiani di cinema, teatro e musica. Tengo a precisare che Bocelli e la signora Caselli si sono offerti di aiutarci gratuitamente, da veri mecenati. Questi prodotti troveranno diffusione in Italia ma soprattutto all’estero". Da quest’ultima frase prende spunto l’intervento di Andrea Bocelli: "E’ un modo per difendere ancora una volta la cultura italiana che spesso subisce attacchi feroci, non sempre giustificati, da ogni parte del mondo. Mi amareggia il fatto che oggi, molti nostri connazionali all’estero, non si ricordano la nostra lingua". Caterina Caselli racconta come è nata questa collaborazione: "Appena saputo di questa iniziativa l’abbiamo abbracciata subito. Siamo aperti ad iniziative di questo genere per far conoscere anche il mondo della musica, che è altrettanto importante di quello delle splendide opere d’arte custodite nei musei. Là dove c’è arte, la bella musica è bene che sia presente". Per ultimo Giovanni Minoli: "Credo che divulgare emozionando sia il dovere di chi fa questo mestiere. "Divulgare emozionando" è stata la molla alla base di questa iniziativa. Non dobbiamo mai scordare che siamo il giacimento del bello del mondo, è giusto quindi impegnarci per valorizzare l’enorme patrimonio artistico che fortunatamente abbiamo". martedì, marzo 11, 2003 DALLA CONCESSIONE DEI SERVIZI DI ACCOGLIENZA AL "GLOBAL SERVICE": PROBLEMI E OPPORTUNITA’. A dieci anni esatti dall’approvazione della legge Ronchey (1993) che prevedeva l’attivazione dei cosiddetti servizi aggiuntivi all’interno dei musei statali (e che tante polemiche aveva innescato a causa della conseguente entrata di soggetti privati) si è fatto il punto della situazione usufruendo della presentazione del libro "I musei e le imprese – indagine sui servizi di accoglienza nei musei italiani" avvenuta oggi nel cuore di Roma, in Santa Marta a piazza del Collegio Romano. I curatori del libro Ludovico Solima ed Alessandro Bollo hanno illustrato le motivazioni ed i risultati dell’indagine: "Abbiamo elaborato i dati del triennio 1998-2000 relativi ai musei, monumenti ed aree archeologiche statali dotati di servizi aggiuntivi, ovvero di quei servizi che l’art.112 del Testo Unico definisce "servizi di assistenza culturale e di ospitalità". In particolare i servizi presi in considerazione sono: il servizio di prenotazione; vendita di libri ed oggettistica; noleggio di audioguide; visite didattiche a pagamento; caffetteria; ristorante; guardaroba. Nel complesso si sono avuti risultati interessanti: se è vero che la presenza dei servizi può migliorare l’attrattività del museo, è anche vero però che tali servizi devono essere visibili, sia all’esterno che all’interno del museo. I servizi infatti intervengono prima (orientano la scelta), durante (influenzano lo stile di fruizione) che dopo (concorrono alla definizione del gradimento) la visita del museo. Alcuni sono addirittura percepiti come aspetti negativi: per esempio l’eventuale obbligo di prenotazione. L’indagine è stata fatta su 12 istituti con più di 4.000 questionari raccolti. I servizi maggiormente notati sono il negozio-libreria (79%) ed il bar-ristorante (57,2%); quelli ritenuti invece più utili sono le audioguide (47,9%) ed ancora il negozio-libreria (44,6%). La maggiore percentuale di acquisti è rivolta alle cartoline (50%); poi alle guide (36%) ai libri (23%) ed infine i cataloghi (15%). I motivi di non acquisto sono invece più spesso il poco tempo (50%); il costo elevato (36%); la qualità scadente (23%) e l’insoddisfazione della visita (15%). Da tutto ciò si deduce che il visitatore dà importanza alla presenza dei servizi di accoglienza ma lo si deve supportare con l’informazione. Inoltre, per ultimo ma molto importante, il visitatore non distingue il soggetto che eroga il servizio, cioè percepisce la visita ed i servizi come un tutt’uno: "il museo" nella sua totalità. In conclusione: occorre ragionare in una logica integrata di servizio globale." ANCI: PICCOLI COMUNI – QUALI PROSPETTIVE PER IL FUTURO. "Bisogna capire che i piccoli Comuni sono una risorsa e non un problema per il nostro Paese. Vanno quindi difesi e valorizzati. Il senso della legge è far capire che i piccoli Comuni non sono solo parte del nostro passato ma anche del nostro futuro", queste le parole dell’On. Ermete Realacci, firmatario con l’On. Italo Bocchino del DDL sui "Piccoli Comuni", argomento di discussione oggi presso la sede dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) in via dei Prefetti a Roma. Il disegno di legge contiene alcune disposizioni volte a sostenere - nel rispetto del Titolo V della Costituzione - le attività economiche, sociali, ambientali e culturali esercitate nei piccoli Comuni (vengono considerati tali quelli con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti) ed a tutelare e valorizzare il patrimonio naturale, rurale e storico-culturale custodito in tali Comuni. Una maggiore garanzia dei servizi essenziali come quello degli uffici postali, l’auspicata maggiore sensibilità delle Regioni rispetto al problema degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli Comuni, evitando così una fredda razionalizzazione degli stessi (chiusure o accorpamenti), sono solo alcuni degli aspetti su cui il Parlamento si sta muovendo con organicità. Realacci ha poi concluso: "Abbiamo già ottenuto l’approvazione unanime della Camera. In un certo senso questa è una legge "leggera" e prego i Senatori di non appesantirla istituzionalmente. Ci sono ancora grandi questioni aperte, ma non vuole essere questa la legge adatta a risolverle, questo deve essere solo un primo passo". Per l’On. Bocchino "L’egoismo dei partiti ha portato a trascurare troppo a lungo il problema dei piccoli Comuni, che sono invece importantissimi per il tessuto nazionale: basti pensare che in Italia sono 5.828 su 8.101 e cioè pari circa al 72% del totale. Tra questi, quelli con meno di 3.000 abitanti sono ben 4.649, ovvero circa il 78%. Oggi colmiamo questa lacuna. Mi piace ripetere che questa non è tanto una legge di contenuti ma di principi: segna una inversione di tendenza. I piccoli Comuni non saranno più "figli di un Dio minore". Mentre in tutto l’Occidente le grandi città aumentano il numero dei residenti, in Italia assistiamo al fenomeno inverso: è evidente la fuga dalla città per cercare una migliore qualità di vita. Bisogna quindi tutelare e valorizzare i piccoli Comuni, affinché la gente non resti nell’hinterland delle città creando immense zone dormitorio". Presenti al tavolo di discussione anche il Sen. Cosimo Izzo (Relatore sul provvedimento al Senato) ed i Sen. Muzio e Grillotti; gli On. Lupi, Napoli e Melilli ed il Presidente della Consulta dei piccoli Comuni dell’ANCI Giuseppe Torchio. mercoledì, marzo 05, 2003 Quello che segue non è un mio articolo ma un comunicato stampa dell'Eurispes, lo ritengo interessante e quindi ho deciso di proporvelo... COMUNICATO STAMPA INDAGINE EURISPES - Indulto: gli italiani dicono no, l’Eurispes dice si La maggioranza degli italiani è contro l’indulto. Il 54, 1%, infatti, si dichiara contrario verso questo atto di clemenza; il 26,5% è invece favorevole, mentre il 19,4% non sa rispondere. Lo rileva l’Eurispes attraverso un’indagine che ha visto coinvolti 2.000 cittadini, rappresentativi della popolazione italiana adulta, stratificati per sesso, età e macroarea regionale di appartenenza. I più contrari di tutti sono quelli compresi nella fascia di età 18-24 anni: il 61 % di questi, di indulto non ne vuole proprio sentire parlare. Seguono a ruota i cittadini compresi nella fascia 25-44 anni, i quali si dichiarano contrari nel 56% dei casi. I “favorevoli” più convinti, l’indagine dell’Eurispes li ha individuati nelle fasce di età 25-44 e 45-64 anni le quali si posizionano sulla stessa percentuale: 27,1%. Il tema dell’indulto ha recentemente occupato la scena politica e mediatica, suscitando un acceso dibattito sia fra gli schieramenti sia fra i cittadini. Gli ultimi fatti di cronaca lo ripropongono prepotentemente alla ribalta. Il tema in questione, infatti, si pone come un delicato problema di coscienza e di giustizia. Com’è noto, l’indulto costituisce un atto di clemenza, che condona in tutto o in parte la pena applicata dal giudice in conseguenza della commissione del reato, pur mantenendone, contrariamente all’amnistia, l’antigiuridicità penale. Sebbene la maggior parte degli intervistati, come abbiamo detto, si sia dichiarata ampiamente contraria all’indulto, l’indagine dell’Eurispes analizza, per un tema tanto controverso, come i diversi soggetti si sono espressi in relazione al sesso, l’età, il titolo di studio, lo stato civile, la professione e la zona geografica di residenza. Le opinioni per titolo di studio indicano che i più contrari sono quelli dotati di licenza media (57%), seguiti dai diplomati (56%) e da coloro che hanno la licenza elementare o nessun titolo di studio (55,8%). I laureati sono un po’ più accondiscendenti: per il 44,1% si dichiarano contrari, mentre il 36,8% è favorevole. Per quanto riguarda la professione svolta, gli operai (59,8%), i non occupati (58,7%) e gli studenti (58,2%) sono quelli che si schierano in misura più elevata contro la proposta di indulto. Una netta preminenza di dirigenti (40,4%, più del doppio della media) è, al contrario, favorevole all’ipotesi di remissione della pena. La distribuzione delle risposte in base all’area geografica di appartenenza, evidenzia come le aree in cui l’indulto è maggiormente avversato siano, nell’ordine, il Centro (58,9%) e il Nord (circa il 56%); il Sud si propone come capofila dei favorevoli (30,1%), mentre nelle Isole gli oppositori costituiscono il doppio dei sostenitori (50,9% contro il 26,1%). È ancora l’Italia insulare a distinguersi come area in cui si registra una quota maggiore di indecisi (23,0%), seguita dal Sud (21,7%) e dal Nord-Est (21,5%). Nonostante gli italiani siano stati spettatori di recente di un intervento del Papa, che ha esortato i parlamentari a concedere l’indulto come atto di umanità e perdono, molti sondaggi hanno evidenziato che le posizioni degli elettori rimangono intransigenti. Tra questi, poi, ci sono anche quanti criticano aspramente il ventaglio di opzioni offerte ai detenuti definendole scappatoie alla pena; la diffusa percezione di una giustizia inadeguata a contrastare la criminalità crea un clima senza dubbio sfavorevole alle proposte di indulto. “Tuttavia, nonostante gli esiti dell’indagine – dice il prof. Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes – la classe politica ha la responsabilità e il dovere di esercitare, se necessario, nei confronti dell’opinione pubblica un ruolo pedagogico, anche contraddicendola, se vuole evitare una deriva populista della politica. Perché l’opinione pubblica, non disponendo di tutte le conoscenze e le informazioni necessarie per assumere decisioni responsabili, orienta spesso il proprio atteggiamento sulla spinta di sensazioni legate al momento o a generici timori”.
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