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about Gli articoli pubblicati in questo blog sono di Ilaria Ricciardi, giornalista pubblicista corrispondente a Roma per l'agenzia di stampa nazionale Italpress, collaboratrice de "La Gazzetta dello Sport", del bimensile freepress "M4S - Made for Sport", del web-magazine della Giuffrè Editore "Il Diritto di tutti" ed addetta stampa del gruppo musicale Baraonna (www.baraonna.it). In passato collaboratrice del quotidiano Tuttosport e del mensile per ragazzi Y-18(Young 18). I temi trattati sono vari:sport, attualità, lavoro, economia, cultura, musica ecc. ecc. "Benvenuti! Gli articoli che troverete in questo sito sono stati precedentemente pubblicati dalle agenzie o dai giornali per cui lavoro. Troverete anche semplici riflessioni. Buona navigazione e ... comunicare significa interagire, per questo VI INVITO A SCRIVERE critiche e suggerimenti nell'apposito spazio "COMMENTI" posto alla fine di ogni articolo. Ilaria Ricciardi. N.B.: I TESTI DI SEGUITO RIPORTATI SONO TUTTI SUCCESSIVI LA DIVULGAZIONE. NE E' VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE SE NON PREVIA AUTORIZZAZIONE. La data di pubblicazione del pezzo da parte dell'agenzia è riportata prima del titolo. Grazie. Per comunicare direttamente con me scrivimi nello spazio "commenti": risponderò appena possibile. ANDATE A VISITARE...
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mercoledì, gennaio 29, 2003 RIFLESSIONI SULLA TV ...
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29/01/03 PRESENTATO IL RAPPORTO DELL’OCSE SULLE PERFORMANCE AMBIENTALI DELL’ITALIA. E’ stato presentato oggi a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, il Rapporto sulle Performance Ambientali dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione alle Sviluppo Economico). Nel Rapporto sono riportati gli eco-risultati del Paese dal 1994 al febbraio del 2002. In sintesi, buoni voti sono stati ottenuti dall’Italia nel settore dell’efficienza energetica (miglior risultato tra tutti i paesi OCSE); nella protezione della natura (raddoppiata la superficie di zone protette); nell’agricoltura biologica (il 7% del totale) e nel raggiungimento degli obiettivi nazionali ed internazionali sulla riduzione delle emissioni di SO2, di metalli pesanti e delle sostanze organiche persistenti. Valutazioni negative invece per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria in città; sulla qualità delle acque e sulla depurazione; sulla qualità dei rifiuti e sul loro smaltimento in discariche fuori norma; sulle specie animali in via di estinzione. Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Metteoli, ha comunque commentato e presentato con soddisfazione i risultati ottenuti dall’Italia in questi ultimi dieci anni: "Ne esce un quadro sostanzialmente positivo, certo, si deve lavorare di più sul settore dell’inquinamento dell’aria e fare ancora meglio per l’energia. Bisogna inoltre incidere molto sul settore dell’autotrasporto: siamo il Paese con più auto rispetto al numero di abitanti, è necessario quindi andare avanti con lo sviluppo delle ferrovie e con il loro ammodernamento. Un altro settore su cui si dovrà lavorare è lo smaltimento dei rifiuti: molti vanno i discariche fuori norma e si deve continuare sulla strada del recupero e del riciclaggio. In campo ambientale permangono rischi per alcune specie animali e vegetali, in merito a ciò la direzione competente è stata immediatamente allertata. Per quanto riguarda l’acqua, la media come uso è soddisfacente, le tariffe per uso domestico sono raddoppiate durante gli anni ’90 ma restano comunque ancora basse rispetto agli standard OCSE. E’ invece elevata la qualità delle acque di balneazione". Il Vice Segretario Generale OCSE, Berglind Asgeirsdòttir, si è detta "Molto impressionata dai successi ottenuti dall’Italia e riconosciuti nel Rapporto, risultati che dovranno essere consolidati ed ampliati. I settori da migliorare e su cui lavorare sono molti: primo far tutti i trasporti che necessitano di riforme e cambiamenti strutturali, soprattutto per quel che concerne le emissioni. Vanno inoltre aumentate le infrastrutture per il settore idrico ed i rifiuti". giovedì, gennaio 23, 2003 23/01/2003 CONVENZIONE DI GINEVRA: L’ITALIA E’ INADEMPIENTE. E’ stata presentata oggi, presso la Sala Conferenze Stampa di Montecitorio, la Proposta di Legge per perseguire anche nel nostro Paese i crimini di guerra ovunque siano commessi. I parlamentari Mauro Bulgarelli e Giovanni Russo Spena hanno presentato il PdL per l’attuazione degli obblighi derivanti dall’adesione dell’Italia alle Convenzioni Internazionali firmate a Ginevra il 12 agosto 1949 ed allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, adottato a Roma il 17 luglio 1998. Secondo le norme di diritto internazionale, i crimini contro la pace, i crimini di guerra e quelli contro l’umanità possono essere perseguiti anche da uno Stato diverso da quelli in cui sono stati commessi. L’Italia, approvando questa proposta di legge – già sottoscritta da oltre 20 parlamentari fra cui Bobo Craxi, Filippo Mancuso ed Ermete Realacci - metterebbe finalmente termine alla sua inadempienza. Per l’On. Bulgarelli "La situazione mondiale è allucinante: la guerra è diventato unico motivo della governance internazionale. La Proposta di Legge che presentiamo oggi è stata acquisita proprio ieri dalla Commissione Giustizia. Bisogna spingere perché venga calendarizzata prima possibile". Nicola Tarantino di Emergency spiega che "in fondo è molto semplice: per volere la Pace si deve praticare la Pace. E’ quello che Emergency cerca di fare e sono qui per testimoniare il nostro appoggio a questa iniziativa. Il primo diritto da difendere è quello ad una esistenza pacifica". "Si sa che i trattati internazionali restano spesso lettera morta" interviene L’On. Giovanni Russo Spena "questo perché troppo spesso le norme nazionali sono difformi da quelle internazionali. L'approvazione di questa legge sarebbe comunque anche un passo avanti, un forte elemento innovativo per il nostro codice penale che, come ben sapete, risale al periodo fascista". Presente in sala anche il Presidente di Amnesty International: Marco Bertotto "Sono circa 125 i Paesi nel mondo che hanno strumenti per perseguire i crimini di guerra, un esempio è il Belgio con una legge approvata nel 1999. Ma in molti altri, verso i crimini a cui ci riferiamo, non c’è riscontro nel codice penale nazionale. La difformità far gli ordinamenti rende spesso impossibili l’attuazione di regole internazionali. Un altro problema da superare è quello dei limiti di tempo: in Francia per esempio è di 10 anni, ma noi riteniamo che certi crimini non possano mai cadere in prescrizione. Tutto comunque parte da un punto fondamentale: deve esserci la volontà politica dello Stato per applicare certe leggi fuori dal proprio territorio". mercoledì, gennaio 22, 2003 16/01/2003 ESERCITO ITALIANO: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI COMUNICAZIONE 2003 "DAL SATELLITE ALL’UOMO" Più di tre ore ed un susseguirsi di esponenti del mondo della comunicazione, dell’impresa, dell’università, della politica e naturalmente tanti rappresentanti delle forze armate per quella che, oltre ad essere stata la presentazione del progetto di comunicazione del 2003, è stata anche un’occasione di analisi, riscoperta e celebrazione dell’Esercito Italiano in tutte le sue sfaccettature: dall’uomo, anzi, dal soldato, all’utilizzo della tecnologia da film di fantascienza. L’incontro si è svolto presso la Biblioteca Centrale dello Stato Maggiore dell’Esercito a Roma, in via XX Settembre 123/A; presenti al tavolo di discussione il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Ten. Gen. Gianfranco Ottogalli; il Rettore dell’Università dell’Aquila l’Ing. Bignardi; l’Ing. Gualguagnini di Finmeccanica; l’Ing. Costa Amministratore Delegato della Mondadori ed il Presidente Mediaset Fedele Confalonieri che ha esortato l’Esercito a "Dare a noi dei media più spunti, perché il Paese conosca la realtà che non è più fatta dal povero soldato con un fucile in mano, ma da professionisti e tecnologie sofisticate; vi invito quindi ad "approfittare" di noi". A fare gli onori di casa Didi Leoni del TG5 ed il Gen. Ruggeri. Motivo centrale dell’incontro e cuore della nuova campagna comunicazione è "Mission on-line": una sinergia multimediale fra vari mezzi d’informazione per rendere possibile un collegamento continuo tra l’Italia ed i soldati che opereranno in Afghanistan. Grazie al "TG Com" (il portale internet d’informazione delle reti Mediaset) si potranno avere immagini delle attività dei nostri ragazzi in missione: dalla mensa all’addestramento, una sorta di "Grande Fratello" dell’Esercito che consentirà ai soldati di inviare e-mail e soprattutto piccoli messaggi filmati ai parenti; tramite la stazione radio RTL 102.5 invece le famiglie potranno mandare e ricevere messaggi a voce; infine, in accordo con la Mondadori, usciranno nell’arco di quest’anno tre libri ed un CD-rom in allegato a Panorama che – spiega il vice Direttore del settimanale Pino Bongiorno – "Toccherà vari temi: dall’evoluzione del soldato e dell’Esercito Italiano, alle nuove tecnologie, alla comunicazione e l’Esercito Italiano e la NATO". Presenti inoltre Luca Viscardi (Direttore dei programmi RTL 102.5); Magdì Allam (inviato de La Repubblica); Emilio Carelli (Direttore TG Com); Andrea Nativi (Direttore Rivista Italiana della Difesa); Pierluigi Magnaschi (Direttore ANSA) e l’Onorevole Salvatore Cicu, sottosegretario alla Difesa, che ha concluso l’incontro sottolineando "l’importanza della riforma che l’Esercito si sta apprestando a realizzare: il passaggio dalla leva obbligatoria al soldato professionista. Anche se in un momento economico e generale non brillantissimo, è un cambiamento che serve per avere un Esercito migliore qualitativamente". 8/01/2003 FINDOMESTIC: DATI, TENDENZE NAZIONALI E LOCALI DEL MERCATO DEI BENI DUREVOLI PER LA FAMIGLIA. Dopo Istat ed Eurispes, è tempo di bilanci ed analisi di mercato anche per l’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli, giunto alla nona edizione. L’Avvocato e Presidente Edoardo Speranza ha aperto il tavolo di discussione: "Il 2002 è stato un anno difficile per tutti anche se, per la verità, noi non ci possiamo lamentare, avendo avuto comunque un incremento di circa 4 miliardi di euro: cioè circa un + 8,7% rispetto al 2001. Nonostante la crisi generale del settore, il 50% del mercato del credito al consumo resta riservato all’auto, nel Lazio – ed a Roma in particolare con un picco di € 3.230,00 – la spesa media familiare in automobili è più alta della media nazionale ( € 1.589,00 ). Il Dott. Alessio Lapucci, Responsabile Ufficio Studi Findomestic Banca, ha poi presentato nel dettaglio il lavoro svolto: "La prima parte è stata realizzata grazie alle interviste telefoniche, mentre la seconda su stime di mercato. In linea generale si può dire che si sono comprati meno oggetti rispetto il 2001, ma con l’effetto dell’inflazione la spesa è rimasta invariata: in sostanza è calato il numero del venduto ma non la spesa complessiva. L’Osservatorio 2001-2002 quest’anno cambia struttura: dato il fermento che caratterizza ormai da diversi anni il mercato dell’automobile e quello dei motoveicoli, ci è parso opportuno dedicare all’argomento un’analisi più approfondita. Nella consueta sezione dedicata all’indagine di natura qualitativa, quest’anno l’attenzione è posta su: Il fenomeni dei mancati acquisti: i comportamenti ed i perché di quando il cliente esce a mani vuote; l’acquisto d’impulso: come, quando ed a chi succede di lasciarsi prendere dall’irresistibile voglia di comprare qualcosa; esiste un "comune senso del necessario"? Cosa i consumatori ritengono irrinunciabile e, per finire, l’analisi dei mercati". Vediamo i vari argomenti più nel dettaglio: per quanto riguarda il mancato acquisto l’analisi dice in generale che su 100 occasioni in cui il cliente esce a mani vuote, più della metà (il 57%) corrisponde ad una frequentazione degli esercizi commerciali non finalizzata ad un acquisto. Resta tuttavia da notare che la rimanente parte, tutt’altro che trascurabile (43%), deriva da fattori negativi che hanno fatto cambiare idea a chi era entrato in un negozio con l’intenzione di acquistare. Analizzando le varie cause che portano al "non-acquisto" la principale risulta essere i prezzi praticati dal punto vendita superiori alle aspettative (fattore ritenuto molto importante nel Centro). Al secondo posto si piazza l’eccessiva insistenza del personale (in Lombardia, nel Triveneto e nell’Emilia Romagna); a seguire l’esposizione confusa (nelle Isole), il personale sbrigativo (ancora nelle Isole), l’eccessivo affollamento (nel Sud e nelle Isole, accoppiata valida anche per quanto riguarda una iniziale cattiva impressione, una realtà troppo diversa dalla pubblicità, il negare gli sconti e la presenza di una gamma troppo ampia). E’ al Centro, infine, dove si riscontra la più elevata tendenza a usare i negozi come luoghi di intrattenimento presso i quali la prima cosa che si spende è il proprio tempo libero. Il personale risulta essere dunque, nel bene e nel male, un fattore determinante. L’approccio di vendita più gradito resta sempre il classico "In cosa posso esserle utile?"; il più sgradito si conferma "Mi dica quanto vuole spendere". Per quanto riguarda l’acquisto d’impulso, quelli che vengono colpiti qualche volta da un "attacco di consumismo" sono poco più del 30% e chi ne soffre più cronicamente solo un 12%. Il profilo del soggetto "a rischio" di cedere all’irresistibile voglia di comperare corrisponde ad una persona giovane, abbastanza istruita e più frequentemente di sesso femminile. Naturalmente l’acquisto improvviso può avere delle concause che ne favoriscono l’insorgere. Al primo posto fra queste cause, citato da 4 consumatori su 5, emerge la disponibilità economica: irrazionale sì, ma solo fino ad un certo punto, il consumatore si lascia andare al desiderio di spendere tendenzialmente solo dopo aver valutato che in quel momento può spendere. La classifica della maggior concentrazione di clienti impulsivi vede al primo posto le Isole, seguite però a stretta distanza dalla Lombardia. Se in Sicilia e Sardegna il motivo è presumibilmente legato all’indole più mediterranea e quindi ad un consumismo meno programmato che in altre zone, in Lombardia le ragioni vanno ricercate in una maggior disponibilità economica e anche nella quantità di stimoli all’acquisto che il cliente riceve, data dall’elevatissima concentrazione di punti vendita. Il resto d’Italia vede più "freddi" verso l’acquisto d’impulso il Triveneto e l’Emilia Romagna seguiti da Piemonte/Valle d’Aosta/Liguria; più "calde", invece le regioni del centro e del sud continentale. Per l’abbigliamento, che è in assoluto il genere su cui si concentra di più l’acquisto d’impulso, si spende di più in Lombardia, mentre lo stesso tipo di desiderio improvviso colpisce di meno i consumatori piemontesi ed i liguri come anche quelli siciliani e sardi. Per contro, nelle regioni del nord ovest si spende di più, rispetto al resto d’Italia, per appagare desideri improvvisi riguardanti elettrodomestici, ma vanno forte anche i consumi culturali come i libri, che fanno registrare valori più alti della media anche nelle regioni del centro Italia. Nel Meridione si registrano diversi orientamenti d’impulso: maggiormente protesi alle spese per l’arredamento domestico i consumatori delle regioni continentali, più inclini a gioielli e preziosi gli abitanti delle isole. Ma cosa è ritenuto oggi veramente irrinunciabile? Naturalmente, il senso del necessario non è uniformemente distribuito su tutto il territorio: nelle grandi città, ad esempio, si è più legati all’abbinata televisore e divano, mentre nei piccoli centri di provincia l’enfasi viene posta sul superamento delle distanze. Ecco allora che l’irrinunciabilità vede come protagonisti soprattutto l’automobile e il telefonino. La mappa del necessario cambia anche a seconda delle zone geografiche. Nelle regioni del nord industrializzato si fa più fatica a rinunciare al divano e al videoregistratore, mentre nel nord-est pesa soprattutto la mancanza dell’auto e del relativo climatizzatore. Nelle regioni del centro Italia si fa sentire ancora una volta l’incapacità di rinunciare all’auto, al motorino e, in casa, anche alla lavastoviglie. Infine, nel meridione non si riesce a far senza televisore e cellulare; infatti, più che nelle altre regioni pesa un pregiudizio di anormalità sulle famiglie che sono prive di questi due prodotti. Per contro è nelle regioni del centro nord che sembra radicata maggiormente una cultura dell’auto collegata alla modernità; infatti, è in queste zone che viene giudicato non al passo coi tempi chi fa a meno delle quattro ruote. Per quanto riguarda i mercati, DVD e macchine fotografiche digitali sono i prodotti maggiormente in fermento, con crescite eclatanti sul 2001. Il rovescio della medaglia è rappresentato da videoregistratori e macchine fotografiche tradizionali, beni per i quali si osserva un notevole rallentamento. Nel complesso le vendite di beni durevoli per la casa mostrano consistenze non lontane da quelle osservate per l’anno precedente. 10/12/2002 AMNESTY INTERNATIONAL: CHIUSURA E BILANCIO DELLA CAMPAGNA "NON SOPPORTIAMO LA TORTURA".
E’ tempo di bilanci per Amnesty International: oggi, 10 dicembre 2002, in concomitanza con la Giornata internazionale dei diritti umani, si chiude la campagna "Non sopportiamo la tortura" iniziata il 21 ottobre 2000, che ha raccolto il sostegno di 226 enti locali ed oltre 30.000 cittadini. Inoltre, più di cento tra deputati e senatori hanno aderito alla campagna presentando e firmando sette proposte e disegni di legge per introdurre il reato di tortura. Ad aprire il tavolo di discussione, presso la Sala Conferenze Stampa di Montecitorio, è stato Marco Bertotto, Presidente di Amnesty Italia: "L’introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale è un obbligo che ci viene richiesto e che abbiamo assunto a livello internazionale. L’Italia è in grave ritardo: sono passati infatti 14 anni dal momento della ratifica – nel 1988 – della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura". E’ intervenuto poi l’On. Fabio Mussi, Vicepresidente della Camera: "Credo di parlare anche a nome dell’On. Biondi, presente a questo tavolo, perché anche se apparteniamo a partiti diversi, su certe questioni abbiamo opinioni convergenti. Questa delle tortura è appunto un argomento di convergenza. I sette disegni di legge sono stati firmati da 9 parlamentari su 10, ciò significa che i tempi sono maturi. La tortura non è un fenomeno sconosciuto, ma rimosso, perché la sola idea è insopportabile. Purtroppo non solo esiste, ma è anche praticata in molti Paesi del mondo, anche in Italia: non parlo naturalmente delle istituzioni, mi riferisco invece, per esempio, ai metodi usati dalla Mafia per estorcere o punire. I Paesi firmatari della Convenzione sono 129, sono tanti ma non abbastanza. In Italia si è mosso qualcosa: è stata infatti tolta la tortura dal codice militare, ma non è ancora presente il reato in quello penale. Bisogna accelerare e concludere i lavori in Commissione Giustizia e calendarizzarli in Aula: è un impegno che prendiamo oggi di fronte a voi. Se ci sarà la buona volontà, avremo presto la legge sul reato di tortura: diciamo entro la prima metà del 2003". La parola è quindi passata all’ On. Alfredo Biondi: "Condivido tutto ciò che è stato detto. Posso solo aggiungere che anche la stampa può fare molto per diffondere il valore universale del rispetto dell’integrità psicofisica di ogni individuo". In Italia, negli anni passati, ci sono stati all’interno delle caserme atti di nonnismo che hanno portato alla morte di alcuni militari, On. Biondi pensa che anche questi atti potranno rientrare nella fattispecie della tortura o rimarranno solo lesioni, seppur gravi? "Non sono un giudice per decidere una cosa del genere. A loro spetterà l’applicazione della norma a seconda dei casi. Oggi l’importante è essere qui per combattere la tortura ed impegnarci a far sì che ci sia presto una legge contro questo atto ignobile". Di tutt’altro parere l’On. Fragalà (AN), aggiuntosi al tavolo: "Se facessimo rientrare il nonnismo sotto il concetto di tortura faremmo ridere tutta l’Europa. La tortura è un reato specifico, allargandone troppo i confini facendo diventare tutto tortura, rischieremmo di avere l’effetto inverso: che nulla lo sia". martedì, gennaio 21, 2003 11/12/2002 RAPPORTO UNICEF 2003: LA CONDIZIONE DELL’INFANZIA NEL MONDO. E’ stato presentato oggi, presso la Sala Convegni dell’Associazione della Stampa Estera in via dell’Umiltà, il "Rapporto Unicef 2003: La condizione dell’infanzia nel Mondo". C’è ancora un forte bisogno di parlare dei bambini? Risponde Donata Lodi (Unicef Italia): "Sì, c’è ancora molto bisogno di parlarne, o meglio, c’è bisogno di ascoltarli, perché di bambini se ne parla molto, ma non si dà loro ascolto. Proprio per questo abbiamo chiesto oggi, ai presenti in sala, di parlare al massimo cinque minuti e di lasciare invece più spazio alle voci ed agli interventi dei bambini. Hanno molto da dire e con il loro aiuto le cose si possono veramente cambiare, non solo in Italia ma anche nei Paesi più poveri del mondo, dove la partecipazione dei bambini è l’elemento fondamentale per far passare il cambiamento e poter così costruire una società migliore". Parliamo di questo rapporto: "I dati sono preoccupanti" - prosegue Donata Lodi – "Ci sono 120 milioni di bambini che non hanno mai visto una scuola ed almeno 1 milione e 200.000 all’anno vengono coinvolti nel traffico ai fini dello sfruttamento sessuale. Ci sono inoltre 211 milioni di bambini che lavorano, dei quali la maggior parte in condizioni di sfruttamento assolutamente allucinanti; ci sono 11 milioni di bambini che continuano a morire ogni anno per malattie facilmente prevenibili a costi minimi. Tutto questo non viene fatto, perché molto spesso ai bambini non si dà di fatto la priorità nelle politiche dei diversi Paesi ed anche nelle politiche di aiuto e perché molto spesso non si coinvolgono i bambini ed i ragazzi che sono i migliori portavoce delle loro ragioni". L’Unicef è da sempre in prima linea ed organizza continuamente nuove attività per tenere costantemente alta l’attenzione su queste problematiche. Quali sono i risultati del vostro enorme lavoro? "Molti milioni di bambini sono stati salvati e vengono salvati ogni anno grazie alle campagne di vaccinazione: a volte basta la diffusione capillare di rimedi semplici come la distribuzione della vitamina A per prevenire la cecità e la malnutrizione; grazie alla creazione di centri per la salute di base; grazie alla formazione degli operatori locali. I risultati migliori in questi anni si sono avuti proprio grazie agli investimenti sulle risorse locali". GIROTONDO DEL 14 SETTEMBRE 2002 : LE REAZIONI.
Migliaia di persone in piazza S.Giovanni hanno partecipato al girotondo di Nanni Moretti. Il denominatore comune doveva essere la protesta contro la legge Cirami, ma per molti si è andati oltre volendo, con questa manifestazione, esprimere qualcosa in più: "Siamo contro il regime che si sta creando in Italia e siamo molto arrabbiate" dicono Stefania e Lucia, due distinte signore di Roma che hanno deciso di scendere in piazza con un'altra loro amica, Ombretta: "secondo me è un modo per dimostrare che siamo ancora un Paese democratico". In merito alle critiche mosse ai girotondi proprio dall'interno della Sinistra hanno le idee chiare: "la Sinistra deve prendere atto che c'è uno scontento enorme alla base; la democrazia è anche manifestare spontaneamente e la Sinistra deve essere democratica ed accettare tali manifestazioni spontanee della gente. Moretti è stato un grande portavoce, ora ci auguriamo che la Sinistra prenda atto della richiesta di cambiamento che viene fatta qui oggi". Ma in piazza non ci sono solo romani, i "girotondisti" arrivano da tutta Italia, come Antonietta che arriva da Torino. Ma perchè è qui oggi? "Perchè la libertà di manifestazione è la cosa più importante che ci possa essere." Cosa pensa della grande adesione dei giovani? "E' una cosa bellissima". In effetti la presenza dei ragazzi dai 15 ai 30 anni è notevole. Ma che significato ha essere a piazza S.Giovanni oggi per un ragazzo di 33 anni? Federico, dopo qualche secondo di riflessione, risponde deciso: "Vuol dire essere presenti per manifestare la nostra solidarietà a chi sta facendo qualcosa perchè tutto non prosegua sotto silenzio". Ma riguardo alla presenza di tante bandiere di partiti ha una idea che esce un po' fuori dal coro: "a tanti viene comodo attaccarsi ad una parte... i partiti si stanno rendendo conto che bisogna aderire di più ai movimenti di base". Questa grande adesione giovanile è il polso, il termometro di cosa? "Mi auguro che stia a significare che qualcosa sta cambiando, forse sta cambiando il modo di fare politica in Italia: più legati alle persone e meno ai partiti". GIROTONDO DEL 14 SETTEMBRE 2002 : LE REAZIONI. lunedì, gennaio 20, 2003 Benvenuti! Gli articoli che troverete in questo sito sono stati precedentemente pubblicati dalle agenzie di stampa per cui lavoro. Buona navigazione e ... comunicare significa interagire, per questo accetterò critiche e suggerimenti. Ilaria Ricciardi.N.B.: Per chiarezza e per evitare problemi, ribadisco che I TESTI DI SEGUITO RIPORTATI SONO TUTTI SUCCESSIVI LA DIVULGAZIONE. Grazie.
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